Poesie di Germana Sommaruga
Il mio ultimo volo 31 dicembre 1978
Una foglia secca
Per la tua sete
Una gocciola

“Il mio ultimo volo„

Non ti chiedo
per l’ultimo volo
ali
che planino solenni
nel cielo
- ali d’aquila -.
Non
il volo innocente
d’una colomba.
Né quello d’un gabbiano
che s’inabissa
nell’azzurro.
Ti chiedo
le piccole ali che frullano
d’un passero qualunque.
Qualunque.
Inutile.
Soltanto un passero.
O, forse,
le ali sottili
di una rondine
In croce.

Germana

* * * * * (torna su)

“Una foglia secca„

Io sono come una foglia, Signore.
Una foglia sono, secca,
che la Tua rugiada notturna
imperla nell’alba.
Una foglia
caduta, morta, dal ramo Tuo vivo
nel solco
di terra rimossa
per diventare, in essa, terra.
E Tu l’imperli di rugiada
al primo sole!

Germana

* * * * * (torna su)

“Per la tua sete„

Nella rosea conca delle mani protese,
l’acqua riflette il cielo.
Perchè Tu ti disseti,
Signore,
nel Tuo cammino terreno
verso la mia povertà
che spera,
geme,
canta,
offre.

Germana

* * * * * (torna su)

"Una gocciola"

Nella rosea conca
delle mie mani protese,
Signore
non t’offro
- nella mia notte -
un lume che splenda,
non t’offro un granello d’incenso
che diventi profumo,
né un chicco di grano
che diventi il Tuo Pane;
ma t’offro, Signore,
umilmente
un po’ del mio mare
profondo ed amaro ed immenso,
che bagna confini lontani;
un po’ del mio mare
che il Sole
- il Tuo Sole -
ha reso nube nell’azzurro
e che, fatto pioggia
purificatrice,
è gocciola pura,
pura novellamente
come una stilla di pianto:
una goccia, Signore,
che in questa mia conca
rosea
di mani protese,
sia dono - umile dono, Signore -
per Te, che mi dici
"Ho sete",
per Te che, in silenzio,
mi guardi e mi ami.
Ed io riprendo, Signore, il cammino,
greve d’anni e leggera
come una goccia di mare
che il Tuo Sole
sa rendere nube nel Tuo azzurro,
e che diventa pioggia purificatrice,
in me,
nella mia notte senza stelle.
Una goccia per la Tua sete,
Signore,
nelle mie mani protese
nel primo mattino.

Germana

Per informazioni:
e-mail: aigermana@gmail.com